Negli ultimi anni il contesto finanziario per le imprese italiane è cambiato profondamente. Da un lato, la progressiva introduzione di nuove regole di funzionamento del rapporto “banca-impresa” ha comportato una drastica presa di coscienza da parte delle imprese dei nuovi criteri di valutazione del merito creditizio, molto più rigidi e selettivi di quanto non fossero nel recente passato. Infatti, come noto, le vecchie logiche di rating “relazionale” sono state sostituite da valutazioni basate su rating quali-quantitativi, spesso automatizzati in cui l’impresa valutata deve essere in grado di dimostrare la propria capacità di rimborsare i debiti finanziari.
Dall’altro lato, da ormai circa dieci anni assistiamo alla diffusione di fonti di finanza complementare che si affiancano al credito bancario in modo sempre più determinato.
È in questo scenario che i Minibond si sono affermati come uno degli strumenti più interessanti di finanza complementare, in grado di affiancare il canale bancario per sostenere crescita, investimenti e processi di innovazione digitale.
Secondo l’analisi evidenziata nell’11° Report Italiano sui Minibond del Politecnico di Milano (aprile 2025), nel 2024 sono state realizzate 208 nuove emissioni per un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro, il secondo miglior risultato di sempre.
Tali numeriche segnalano un mercato, certamente più maturo e strutturato rispetto a qualche anno fa, sebbene in continua evoluzione, anche grazie alla diffusione dei basket bond regionali e ad altre iniziative di sistema.
Cosa sono i Minibond
Un Minibond è un titolo di debito, ovvero un prestito obbligazionario – emesso da una società italiana non finanziaria, quotata o non quotata, per un importo inferiore a 50 milioni di euro.
In altri termini, il Minibond è una fonte di finanza complementare al credito bancario, che consente all’impresa di raccogliere capitali di debito direttamente dal mercato.
Tali titoli, infatti, sono sottoscritti da investitori professionali, a cui l’impresa emittente garantisce un ritorno sotto forma di pagamento di cedole periodiche ed il rimborso con modalità predefinite, secondo un piano rateale (amortizing) oppure in un’unica soluzione a scadenza (bullet).
Dal punto di vista strategico, per una PMI il Minibond rappresenta uno strumento efficace per finanziare gli investimenti di medio periodo connessi a progetti di crescita.
Il Basket Bond
Il Basket Bond è un portafoglio di minibond emessi da diverse società emittenti e sottoscritti da un veicolo di cartolarizzazione SPV (legge 130/99), il quale emette uno o più titoli (ABS) destinati ad Investitori Istituzionali (cartolarizzazione true sale).
I Minibond sono emessi di volta in volta da ogni singolo emittente e sono sottoscritti direttamente dagli investitori istituzionali che a completamento del portafoglio beneficeranno di una garanzia di Portafoglio (cartolarizzazione sintetica).
Il Basket Bond consente agli investitori istituzionali di investire in portafogli di PMI che diversamente farebbero fatica ad accedere direttamente al mercato dei capitali su base singola.
Perché in Italia sono maggiormente diffuse le emissioni di Basket Bond anziché singole emissioni di Minibond?
I motivi di tale fenomeno sono riferiti alle difficoltà delle imprese italiane di attrarre autonomamente capitali di debito provenienti da investitori professionali, le cui policy impongono investimenti al di sopra di una certa soglia.
Poichè una PMI può emettere un minibond anche di taglio molto contenuto, di conseguenza diventa molto difficile per l’impresa emittente raggiungere l’interesse di questi investitori professionali.
Per tali motivi, negli ultimi dieci anni nel nostro Paese si sono ampiamente diffuse le c.d. “operazioni di sistema”, ovvero basket bond rappresentativi di un portafoglio di differenti minibond emessi da altrettante imprese, accomunate da alcuni fattori quali, ad esempio, l’ubicazione geografica o l’appartenenza al medesimo settore/filiera.
Tali operazioni, nel consentire alle PMI di accedere a nuove risorse finanziarie da destinare allo sviluppo, hanno assunto una crescente rilevanza strategica per il sistema Paese, a tal punto che la maggior parte delle citate “operazioni di sistema” vedono Cassa Depositi e Prestiti nella veste di anchor investor.
Quali sono i soggetti coinvolti in un’operazione di emissione di Minibond?
L’emissione di un Minibond non è un semplice finanziamento, ma un processo strutturato che richiede all’impresa il giusto approccio metodologico e alcune competenze tecniche non sempre disponibili nell’organizzazione interna di una PMI.
In queste operazioni sono coinvolti diversi attori, ciascuno con un ruolo specifico. Comprendere chi fa cosa è fondamentale per affrontare l’emissione in modo consapevole e ridurre tempi, costi e complessità operative.
L’Advisor finanziario
L’Advisor finanziario supporta l’impresa, in via preliminare, nella valutazione costi-beneifici dell’operazione e successivamente nella predisposizione del Piano Industriale, con particolare attenzione al piano investimenti ed alla capacità di generare flussi di cassa positivi a servizio del debito da rimborsare.
Il Financial Advisor affianca la PMI nella fase istruttoria e di analisi da parte degli investitori, fino alla completa emissione del Minibond.
L’Advisor legale
L’advisor legale cura tutti gli aspetti contrattuali e regolamentari dell’operazione.
Si occupa, tra l’altro, di redigere il regolamento del prestito obbligazionario, verificare la conformità normativa e predisporre della documentazione informativa, in caso di intervento legale a supporto degli investitori.
L’assistenza legale a supporto dell’impresa emittente è necessaria, invece, soprattutto nella fase negoziale del contratto del prestito obbligazionario.
L’arranger
L’arranger è il soggetto che si occupa della strutturazione dell’operazione e del collocamento del Minibond presso gli investitori.
Il ruolo di arranger può essere svolto da una banca o da un operatore finanziario specializzato.
Nel caso dei basket bond, l’arranger svolge anche una funzione di coordinamento tra più imprese emittenti e il veicolo di cartolarizzazione, consentendo economie di scala, accesso a investitori istituzionali e riduzione dei costi di emissione.
Gli investitori professionali
I Minibond sono destinati principalmente a investitori professionali, tra cui:
- fondi di private debt
- banche italiane ed estere
- assicurazioni
- investitori istituzionali
Nel 2024, secondo l’11° Report Report Italiano sui Minibond del Politecnico di Milano, una quota significativa della raccolta è stata sottoscritta da investitori esteri e fondi specializzati, a conferma della crescente attrattività dello strumento.
Gli investitori valutano l’operazione sulla base della solidità economico-finanziaria dell’emittente ma soprattutto in funzione della qualità delle strategie e del progetto industriale.
Le società di rating
In alcune operazioni è previsto un rating dell’emittente, richiesto dagli investitori o inserito nei programmi di basket bond.
Il rating fornisce una valutazione indipendente del merito creditizio e può essere utile per aumentare la credibilità dell’operazione, ampliare la platea degli investitori e facilitare l’accesso a garanzie pubbliche.
I soggetti di servizio: banca agente, depositaria e infrastrutture di mercato
Completano la filiera la banca agente, che gestisce i flussi di pagamento delle cedole e il rimborso del capitale; la banca depositaria e i sistemi di accentramento dei titoli, le infrastrutture di mercato per l’eventuale quotazione.
Gli enti di garanzia pubblica
In molte operazioni sono coinvolti enti pubblici che rilasciano garanzie sul Minibond, come:
I) Fondo Centrale di Garanzia
II) SACE
III) strumenti regionali.
Perché una PMI dovrebbe valutare un Minibond
Per molte PMI, il Minibond rappresenta un modo concreto per affiancare il credito bancario con una fonte di capitale di debito di medio-lungo termine, riducendo la dipendenza da un unico interlocutore finanziario e migliorando l’equilibrio complessivo della struttura finanziaria.
Le risorse raccolte possono essere utilizzate per investimenti produttivi, innovazione tecnologica, sostenibilità, espansione commerciale o operazioni di crescita esterna.
Il ruolo di Palamone & Partners
L’emissione di un Minibond rappresenta per una PMI un’importante opportunità per il reperimento di nuove risorse finanziarie, ma è pur sempre un’operazione di Finanza strutturata che richiede competenze specialistiche e capacità di coordinamento in tutte le fasi del progetto. Palamone Advisory Group si pone come Advisor finanziario per accompagnare l’impresa nelle fasi di:
I) analisi preliminare
II) redazione del Business Plan
III) affiancamento in sede di Due Diligence degli investitori
IV) emissione del titolo


